Descrizione
Il Sacrario di Cristo Re è la grande chiesa a cupola che domina Messina dall'alto di una collina sopra il centro, sul viale Principe Umberto. Custodisce i caduti delle due guerre mondiali, e dal belvedere davanti si abbraccia con lo sguardo la città e lo Stretto.
L'edificio, del 1937, è un ottagono irregolare in stile barocco, progettato da Giovanni Battista Milani pensando alle architetture del messinese Filippo Juvarra, in particolare alla basilica di Superga a Torino.
La cupola è segnata da otto costoloni. Alla loro base stanno otto statue di bronzo di Teofilo Raggio: le tre virtù teologali, le quattro cardinali e la Religione, che le comprende tutte. In cima, una lanterna alta sei metri, una sfera e una croce.
Sulla scalinata d'ingresso accoglie i visitatori la statua di Cristo Re di Tore Edmondo Calabrò. Dentro, la chiesa è su due livelli: in alto un altare barocco e un balcone ottagonale che si affaccia sul tempio inferiore.
Il tempio inferiore è la cripta dei caduti. Al centro, visibile anche dal livello superiore, un sarcofago di marmo sostiene la figura distesa di un soldato, opera di Antonio Bonfiglio. Nelle pareti, migliaia di loculi raccolgono i resti di 1.288 caduti della Seconda guerra mondiale e 110 della Prima.
Nella torre ottagonale c'è la campana, larga 2,80 metri e pesante 13 tonnellate, fusa con il bronzo dei cannoni nemici della Grande guerra. Ogni sera, al tramonto, i suoi rintocchi ricordano i caduti di tutte le guerre.
La collina era da sempre un punto chiave per controllare la città e il porto. Qui sorgeva il castello di Matagrifone, e la torre poligonale inglobata alla base del sacrario è ciò che ne resta.
Il nome del castello si lega a Riccardo Cuor di Leone. Nel 1190, diretto in Terra Santa per la terza crociata, si fermò a Messina e litigò con il re di Sicilia Tancredi per la dote della sorella Giovanna, vedova del re precedente.
Riccardo occupò la città e fece costruire una torre di legno chiamata Mata Grifone, cioè "ammazza Greci", per tenere a bada i "Greci" messinesi, ostili alla sua presenza. Alla fine Tancredi preferì l'accordo e pagò.
Il castello ebbe altri ospiti illustri. Allo scoppio del Vespro, nel 1282, gli Angioini si chiusero fra le sue mura e ottennero di lasciare la città incolumi; due anni dopo nella torre fu tenuto prigioniero Carlo II d'Angiò, detto lo Zoppo.
Da non perdere
• Il belvedere Montorsoli.
• Il tempio inferiore con il soldato di marmo.
• La cupola con le statue delle Virtù.
Lo sapevi?
• La campana del sacrario è la terza d'Italia per grandezza.
• Il castello fu poi trasformato in carcere, e del suo portale cinquecentesco resta un ingresso con un mascherone in via delle Carceri.
L'edificio, del 1937, è un ottagono irregolare in stile barocco, progettato da Giovanni Battista Milani pensando alle architetture del messinese Filippo Juvarra, in particolare alla basilica di Superga a Torino.
La cupola è segnata da otto costoloni. Alla loro base stanno otto statue di bronzo di Teofilo Raggio: le tre virtù teologali, le quattro cardinali e la Religione, che le comprende tutte. In cima, una lanterna alta sei metri, una sfera e una croce.
Sulla scalinata d'ingresso accoglie i visitatori la statua di Cristo Re di Tore Edmondo Calabrò. Dentro, la chiesa è su due livelli: in alto un altare barocco e un balcone ottagonale che si affaccia sul tempio inferiore.
Il tempio inferiore è la cripta dei caduti. Al centro, visibile anche dal livello superiore, un sarcofago di marmo sostiene la figura distesa di un soldato, opera di Antonio Bonfiglio. Nelle pareti, migliaia di loculi raccolgono i resti di 1.288 caduti della Seconda guerra mondiale e 110 della Prima.
Nella torre ottagonale c'è la campana, larga 2,80 metri e pesante 13 tonnellate, fusa con il bronzo dei cannoni nemici della Grande guerra. Ogni sera, al tramonto, i suoi rintocchi ricordano i caduti di tutte le guerre.
La collina era da sempre un punto chiave per controllare la città e il porto. Qui sorgeva il castello di Matagrifone, e la torre poligonale inglobata alla base del sacrario è ciò che ne resta.
Il nome del castello si lega a Riccardo Cuor di Leone. Nel 1190, diretto in Terra Santa per la terza crociata, si fermò a Messina e litigò con il re di Sicilia Tancredi per la dote della sorella Giovanna, vedova del re precedente.
Riccardo occupò la città e fece costruire una torre di legno chiamata Mata Grifone, cioè "ammazza Greci", per tenere a bada i "Greci" messinesi, ostili alla sua presenza. Alla fine Tancredi preferì l'accordo e pagò.
Il castello ebbe altri ospiti illustri. Allo scoppio del Vespro, nel 1282, gli Angioini si chiusero fra le sue mura e ottennero di lasciare la città incolumi; due anni dopo nella torre fu tenuto prigioniero Carlo II d'Angiò, detto lo Zoppo.
Da non perdere
• Il belvedere Montorsoli.
• Il tempio inferiore con il soldato di marmo.
• La cupola con le statue delle Virtù.
Lo sapevi?
• La campana del sacrario è la terza d'Italia per grandezza.
• Il castello fu poi trasformato in carcere, e del suo portale cinquecentesco resta un ingresso con un mascherone in via delle Carceri.