Descrizione
Il Museo Regionale di Messina, intitolato a Maria Accascina e chiamato MuMe, racconta otto secoli d'arte della città, dal XII al XVIII secolo. Sta sul viale della Libertà e custodisce due grandi tele di Caravaggio.
Le due tele sono il cuore della visita. La Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei pastori furono dipinte nel 1609, durante il soggiorno del pittore in città. Accanto ci sono le opere dei caravaggeschi, fra cui Mario Minniti.
Fra le sculture ci sono gli originali della Fontana del Nettuno di Montorsoli, il Nettuno e la Scilla rovinati dalle cannonate del 1848, e la Madonna degli Storpi, scolpita nel 1333 da Goro di Gregorio.
Dal Medioevo arrivano il mosaico duecentesco della Madonna della Ciambretta e le travi dipinte del soffitto del Duomo, con angeli guerrieri, San Giorgio e Giona che esce dalla bocca della balena. C'è anche un fonte battesimale firmato e datato 1134.
Il Rinascimento ha la Madonna col Bambino di Francesco Laurana, le sculture di Antonello Gagini e il Giudizio Universale di Girolamo Alibrandi. Più avanti si incontrano la Deposizione del fiammingo Colijn de Coter e la Madonna della Lettera di Mattia Preti.
Fra gli oggetti più curiosi c'è la berlina del Senato, la carrozza di gala dei senatori messinesi, intagliata e dorata da Domenico Biondo e dipinta da Letterio Paladino nel 1742. Non mancano argenti, paramenti sacri e i pannelli di marmi colorati a intarsio, il "mischio" tipico delle chiese messinesi.
Il museo nacque nel 1806 come Museo civico peloritano, fondato "per porre fine alle spoliazioni d'arte". Dal 1890 aveva sede nell'ex monastero di San Gregorio, che il terremoto del 1908 rase al suolo con le opere dentro.
Per due anni si scavò fra le macerie per recuperare quadri, statue e frammenti delle chiese distrutte, raccolti poi nella spianata di San Salvatore dei Greci, dove il museo si trova ancora. Per decenni le opere restarono nei locali di una vecchia filanda.
La nuova sede, progettata dagli anni Settanta, ha aperto solo nel 2016 e completato gli allestimenti nel 2017. Negli spazi esterni restano colonne, cornici e stemmi delle chiese crollate, come un lapidario a cielo aperto.
Da non perdere
• Le due tele di Caravaggio.
• Gli originali del Nettuno e di Scilla.
• La Madonna degli Storpi.
• La berlina del Senato.
Lo sapevi?
• Per superficie è il più grande museo del Sud Italia, più esteso anche di Capodimonte a Napoli.
• Nel 1951 si scoprì che alcuni dipinti del museo erano stati rubati e sostituiti con dei falsi.
Le due tele sono il cuore della visita. La Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei pastori furono dipinte nel 1609, durante il soggiorno del pittore in città. Accanto ci sono le opere dei caravaggeschi, fra cui Mario Minniti.
Fra le sculture ci sono gli originali della Fontana del Nettuno di Montorsoli, il Nettuno e la Scilla rovinati dalle cannonate del 1848, e la Madonna degli Storpi, scolpita nel 1333 da Goro di Gregorio.
Dal Medioevo arrivano il mosaico duecentesco della Madonna della Ciambretta e le travi dipinte del soffitto del Duomo, con angeli guerrieri, San Giorgio e Giona che esce dalla bocca della balena. C'è anche un fonte battesimale firmato e datato 1134.
Il Rinascimento ha la Madonna col Bambino di Francesco Laurana, le sculture di Antonello Gagini e il Giudizio Universale di Girolamo Alibrandi. Più avanti si incontrano la Deposizione del fiammingo Colijn de Coter e la Madonna della Lettera di Mattia Preti.
Fra gli oggetti più curiosi c'è la berlina del Senato, la carrozza di gala dei senatori messinesi, intagliata e dorata da Domenico Biondo e dipinta da Letterio Paladino nel 1742. Non mancano argenti, paramenti sacri e i pannelli di marmi colorati a intarsio, il "mischio" tipico delle chiese messinesi.
Il museo nacque nel 1806 come Museo civico peloritano, fondato "per porre fine alle spoliazioni d'arte". Dal 1890 aveva sede nell'ex monastero di San Gregorio, che il terremoto del 1908 rase al suolo con le opere dentro.
Per due anni si scavò fra le macerie per recuperare quadri, statue e frammenti delle chiese distrutte, raccolti poi nella spianata di San Salvatore dei Greci, dove il museo si trova ancora. Per decenni le opere restarono nei locali di una vecchia filanda.
La nuova sede, progettata dagli anni Settanta, ha aperto solo nel 2016 e completato gli allestimenti nel 2017. Negli spazi esterni restano colonne, cornici e stemmi delle chiese crollate, come un lapidario a cielo aperto.
Da non perdere
• Le due tele di Caravaggio.
• Gli originali del Nettuno e di Scilla.
• La Madonna degli Storpi.
• La berlina del Senato.
Lo sapevi?
• Per superficie è il più grande museo del Sud Italia, più esteso anche di Capodimonte a Napoli.
• Nel 1951 si scoprì che alcuni dipinti del museo erano stati rubati e sostituiti con dei falsi.