Fontana di Orione

Fontana di Orione

Piazza Duomo, 33. (Apri Mappa)

Descrizione

La Fontana di Orione è la grande fontana di marmo di piazza del Duomo, a Messina, scolpita a metà del Cinquecento da Giovanni Angelo Montorsoli, collaboratore di Michelangelo. Lo storico dell'arte Bernard Berenson la definì "la più bella fontana del Cinquecento europeo".

Ha la forma di una piramide di figure e vasche sovrapposte. In cima sta Orione, il gigante che secondo il mito fondò Messina, con ai piedi il fedele cane Sirio. Con una mano saluta, con l'altra si appoggia allo scudo della città.

Sotto di lui quattro putti cavalcano delfini che versano l'acqua nella tazza sottostante. Scendendo, le vasche si allargano, sorrette da quattro naiadi e poi da quattro tritoni, fino alla grande vasca a dodici lati che fa da base.

Sul bordo della vasca grande siedono i quattro fiumi, figure maschili: il Nilo, il Tevere, l'Ebro e il Camaro. I primi tre evocano l'Egitto, Roma e la Spagna; il quarto è il piccolo torrente messinese che alimenta la fontana.

Fra i fiumi, otto bassorilievi raccontano miti delle Metamorfosi di Ovidio legati all'acqua. Tutt'intorno alla base, quattro vasche minori e otto mostri marini in pietra nera chiudono la composizione.

La fontana nacque per festeggiare un'opera pubblica: il primo acquedotto della città, che portava a Messina le acque dei torrenti Camaro e Bordonaro. Il Senato lo vide ultimato nel 1547 e lo stesso anno decise di celebrarlo con una fontana.

Montorsoli arrivò da Firenze con il suo allievo Martino Montanini, fece venire i marmi da Carrara e lavorò con Domenico Vanello e molti scultori locali. Secondo Vasari, la fontana fu finita in poco tempo: era completa nel 1553.

Il complicato programma di figure, fra mito e simboli alchemici, fu quasi certamente pensato con lo scienziato messinese Francesco Maurolico. Fu lui a comporre i distici latini incisi sotto le statue dei fiumi; oggi porta il suo nome anche un cratere della Luna.

Il risultato piacque tanto che il Senato commissionò a Montorsoli una seconda fontana: la Fontana del Nettuno, vicino al porto. Sotto il Corso Cavour corre ancora il tunnel cinquecentesco dell'acquedotto, che un tempo collegava il centro alla zona del Camaro.

Da non perdere
• Orione con il cane Sirio.
• I quattro fiumi.
• I bassorilievi delle Metamorfosi.

Lo sapevi?
• Secondo il mito, Orione nacque da tre padri: Giove, Nettuno e Mercurio.
• La fontana fronteggiava la chiesa di San Lorenzo, rifatta dallo stesso Montorsoli e crollata con il terremoto del 1783.