Descrizione
Il Duomo di Messina è la cattedrale della città, dedicata a Santa Maria Assunta: una grande chiesa di origine normanna, in pietra e marmi a fasce colorate che si affaccia su piazza del Duomo, accanto al suo campanile con l'orologio astronomico.
Quella che si visita è in gran parte una ricostruzione. Il terremoto del 1908 la devastò e nel 1943 un bombardamento la ridusse a un rogo, ma entrambe le volte fu rifatta sulle forme medievali, con copie fedeli di statue, marmi e mosaici.
La facciata, con le absidi, è ciò che resistette al rogo del 1943: in basso fasce di marmi policromi a intarsio, in alto pietra con un rosone e tre finestre gotiche. Il portale centrale, di Antonio Baboccio da Piperno, è del 1412 circa, con colonnine tortili e statue di santi.
Dentro, tre navate divise da due file di tredici colonne reggono archi acuti e un soffitto di legno dipinto. Lungo le pareti corre l'Apostolato, dodici altari con le statue degli apostoli ideati da Giovanni Angelo Montorsoli, l'autore della fontana di Orione in piazza.
Le statue degli altari sono quasi tutte del dopoguerra. Fa eccezione il San Giovanni Battista di Antonello Gagini, del 1525: è l'unica statua, con il suo altare, sopravvissuta all'incendio del 1943.
In fondo all'abside, sotto un baldacchino di rame dorato, c'è l'immagine della Madonna della Lettera, la patrona della città, coperta da un manto d'argento. Sopra, il mosaico mostra Cristo in trono fra gli arcangeli, con la Vergine e i re Federico III e Pietro II.
Nel transetto si trova la tomba dell'arcivescovo Guidotto de Abbiate, scolpita dal senese Goro di Gregorio nel 1333, con quattro rilievi della vita di Cristo. L'organo, del 1948, ha cinque tastiere e circa 16.000 canne: è il secondo d'Italia dopo quello del Duomo di Milano.
Il Tesoro, in un corpo aggiunto sul fianco della chiesa, custodisce soprattutto argenti degli orafi messinesi. Il pezzo più prezioso è la Manta d'oro del 1668, la veste d'oro cesellato che nelle grandi feste copre l'immagine della Madonna lasciandone scoperti solo il viso e le mani.
Per pagarla, il Senato messinese impose una tassa ai laureandi dell'Università. Nei secoli fedeli di ogni ceto, dai sovrani ai popolani, vi hanno aggiunto diamanti, rubini e zaffiri come ex voto.
Il campanile, alto 67 metri, fu ricostruito dopo il 1908 sul disegno di quello antico. Ospita un enorme orologio astronomico costruito nel 1933 dalla ditta Ungerer di Strasburgo, considerato fra i più grandi e complessi del mondo.
A mezzogiorno lo spettacolo coinvolge tutta la torre. Un leone di bronzo dorato sventola la bandiera di Messina e ruggisce, un gallo sbatte le ali e canta, e le eroine Dina e Clarenza battono i quarti d'ora sulle campane.
Più in basso, sei ambasciatori sfilano e si inchinano davanti alla Madonna della Lettera, che li benedice. Il gallo rappresenta gli Angioini, sconfitti e messi in fuga dai messinesi durante la guerra del Vespro del 1282.
Da non perdere
• Portale centrale.
• San Giovanni Battista di Antonello Gagini.
• Manta d'oro del Tesoro.
• Orologio astronomico a mezzogiorno.
Lo sapevi?
• Nel 1254 la cattedrale bruciò durante i funerali del re Corrado.
• Fino al 1678 la base del campanile custodiva le pergamene dell'archivio della città, che dopo la rivolta antispagnola finirono all'Escorial, in Spagna.
• Nell'orologio, ogni quarto d'ora le quattro età della vita sfilano davanti a uno scheletro con la falce.
Quella che si visita è in gran parte una ricostruzione. Il terremoto del 1908 la devastò e nel 1943 un bombardamento la ridusse a un rogo, ma entrambe le volte fu rifatta sulle forme medievali, con copie fedeli di statue, marmi e mosaici.
La facciata, con le absidi, è ciò che resistette al rogo del 1943: in basso fasce di marmi policromi a intarsio, in alto pietra con un rosone e tre finestre gotiche. Il portale centrale, di Antonio Baboccio da Piperno, è del 1412 circa, con colonnine tortili e statue di santi.
Dentro, tre navate divise da due file di tredici colonne reggono archi acuti e un soffitto di legno dipinto. Lungo le pareti corre l'Apostolato, dodici altari con le statue degli apostoli ideati da Giovanni Angelo Montorsoli, l'autore della fontana di Orione in piazza.
Le statue degli altari sono quasi tutte del dopoguerra. Fa eccezione il San Giovanni Battista di Antonello Gagini, del 1525: è l'unica statua, con il suo altare, sopravvissuta all'incendio del 1943.
In fondo all'abside, sotto un baldacchino di rame dorato, c'è l'immagine della Madonna della Lettera, la patrona della città, coperta da un manto d'argento. Sopra, il mosaico mostra Cristo in trono fra gli arcangeli, con la Vergine e i re Federico III e Pietro II.
Nel transetto si trova la tomba dell'arcivescovo Guidotto de Abbiate, scolpita dal senese Goro di Gregorio nel 1333, con quattro rilievi della vita di Cristo. L'organo, del 1948, ha cinque tastiere e circa 16.000 canne: è il secondo d'Italia dopo quello del Duomo di Milano.
Il Tesoro, in un corpo aggiunto sul fianco della chiesa, custodisce soprattutto argenti degli orafi messinesi. Il pezzo più prezioso è la Manta d'oro del 1668, la veste d'oro cesellato che nelle grandi feste copre l'immagine della Madonna lasciandone scoperti solo il viso e le mani.
Per pagarla, il Senato messinese impose una tassa ai laureandi dell'Università. Nei secoli fedeli di ogni ceto, dai sovrani ai popolani, vi hanno aggiunto diamanti, rubini e zaffiri come ex voto.
Il campanile, alto 67 metri, fu ricostruito dopo il 1908 sul disegno di quello antico. Ospita un enorme orologio astronomico costruito nel 1933 dalla ditta Ungerer di Strasburgo, considerato fra i più grandi e complessi del mondo.
A mezzogiorno lo spettacolo coinvolge tutta la torre. Un leone di bronzo dorato sventola la bandiera di Messina e ruggisce, un gallo sbatte le ali e canta, e le eroine Dina e Clarenza battono i quarti d'ora sulle campane.
Più in basso, sei ambasciatori sfilano e si inchinano davanti alla Madonna della Lettera, che li benedice. Il gallo rappresenta gli Angioini, sconfitti e messi in fuga dai messinesi durante la guerra del Vespro del 1282.
Da non perdere
• Portale centrale.
• San Giovanni Battista di Antonello Gagini.
• Manta d'oro del Tesoro.
• Orologio astronomico a mezzogiorno.
Lo sapevi?
• Nel 1254 la cattedrale bruciò durante i funerali del re Corrado.
• Fino al 1678 la base del campanile custodiva le pergamene dell'archivio della città, che dopo la rivolta antispagnola finirono all'Escorial, in Spagna.
• Nell'orologio, ogni quarto d'ora le quattro età della vita sfilano davanti a uno scheletro con la falce.