Descrizione
Il Cimitero Monumentale di Messina, il Gran Camposanto, è uno dei grandi cimiteri monumentali d'Europa: 22 ettari di viali, giardini e sepolcri di fronte a Villa Dante, vicino al centro. Fu pensato fin dall'inizio come un parco, e si visita come un museo all'aperto.
Dalla Porta Maggiore si apre un grande piazzale fiorito: i fiori, disposti con cura, compongono lo stemma della città nei suoi colori, giallo e rosso su campo bianco, sotto la scritta Orate pro defunctis.
Ai lati partono i due viali della galleria monumentale, con le tombe dei messinesi illustri. A sinistra politici, patrioti e militari; a destra letterati e giuristi, fra cui il politico Gaetano Martino.
Il cimitero raccoglie gran parte della scultura e dell'architettura neoclassica messinese, accanto a tombe liberty e neogotiche immerse nella vegetazione. Ci lavorarono scultori come Lio Gangeri, Gregorio Zappalà e Mario Rutelli, e architetti come Giovan Battista Filippo Basile.
Nella parte più alta, in fondo a un viale alberato, sta il Cenobio, una cappella neogotica detta anche conventino: fu la chiesa, gli uffici e la casa del cappellano, che del cimitero era anche il direttore. La spianata intorno è piena di sepolcri di fine Ottocento.
Il Famedio, progettato da Leone Savoja, è il mausoleo dei grandi della città, attraversato da una galleria sotterranea simile a una catacomba. Il terremoto del 1908 ne fece crollare il tetto, che non fu mai ricostruito.
Il Cimitero degli Inglesi è un mondo a parte. Nacque nella zona del porto, concesso dal re Ferdinando IV ai marinai inglesi venuti in aiuto dei Borbone contro Napoleone; nel 1942 le sue 280 tombe furono trasferite qui.
Vi riposano le famiglie straniere che ebbero un ruolo di primo piano nell'economia della Messina dell'Ottocento: inglesi, tedeschi, svizzeri, danesi, russi. Fra i monumenti più belli, quelli del banchiere Federico Grill e dei Sanderson, grandi industriali dei derivati degli agrumi.
Il cimitero nacque da un'epidemia. Nel 1854 il colera devastava Messina, e il Comune bandì un concorso per un nuovo camposanto. Lo vinse il messinese Leone Savoja, ma i lavori veri cominciarono solo nel 1865.
L'inaugurazione, nel 1872, fu l'occasione per riportare da Torino le spoglie del patriota Giuseppe La Farina, sepolto nel Famedio. Più tardi arrivarono le vittime del terremoto del 1908: intere famiglie riposano su una spianata circondata da cappelle.
Da non perdere
• Il piazzale fiorito della Porta Maggiore.
• La galleria monumentale.
• Il Cenobio.
• Il Cimitero degli Inglesi.
Lo sapevi?
• È l'unico cimitero siciliano tutelato come bene architettonico, dal 2002.
• Nel 1925 il re Giorgio V e la regina Mary vennero in visita al Cimitero degli Inglesi.
• Leone Savoja morì presto, e la parte più monumentale del Famedio non fu mai costruita.
Dalla Porta Maggiore si apre un grande piazzale fiorito: i fiori, disposti con cura, compongono lo stemma della città nei suoi colori, giallo e rosso su campo bianco, sotto la scritta Orate pro defunctis.
Ai lati partono i due viali della galleria monumentale, con le tombe dei messinesi illustri. A sinistra politici, patrioti e militari; a destra letterati e giuristi, fra cui il politico Gaetano Martino.
Il cimitero raccoglie gran parte della scultura e dell'architettura neoclassica messinese, accanto a tombe liberty e neogotiche immerse nella vegetazione. Ci lavorarono scultori come Lio Gangeri, Gregorio Zappalà e Mario Rutelli, e architetti come Giovan Battista Filippo Basile.
Nella parte più alta, in fondo a un viale alberato, sta il Cenobio, una cappella neogotica detta anche conventino: fu la chiesa, gli uffici e la casa del cappellano, che del cimitero era anche il direttore. La spianata intorno è piena di sepolcri di fine Ottocento.
Il Famedio, progettato da Leone Savoja, è il mausoleo dei grandi della città, attraversato da una galleria sotterranea simile a una catacomba. Il terremoto del 1908 ne fece crollare il tetto, che non fu mai ricostruito.
Il Cimitero degli Inglesi è un mondo a parte. Nacque nella zona del porto, concesso dal re Ferdinando IV ai marinai inglesi venuti in aiuto dei Borbone contro Napoleone; nel 1942 le sue 280 tombe furono trasferite qui.
Vi riposano le famiglie straniere che ebbero un ruolo di primo piano nell'economia della Messina dell'Ottocento: inglesi, tedeschi, svizzeri, danesi, russi. Fra i monumenti più belli, quelli del banchiere Federico Grill e dei Sanderson, grandi industriali dei derivati degli agrumi.
Il cimitero nacque da un'epidemia. Nel 1854 il colera devastava Messina, e il Comune bandì un concorso per un nuovo camposanto. Lo vinse il messinese Leone Savoja, ma i lavori veri cominciarono solo nel 1865.
L'inaugurazione, nel 1872, fu l'occasione per riportare da Torino le spoglie del patriota Giuseppe La Farina, sepolto nel Famedio. Più tardi arrivarono le vittime del terremoto del 1908: intere famiglie riposano su una spianata circondata da cappelle.
Da non perdere
• Il piazzale fiorito della Porta Maggiore.
• La galleria monumentale.
• Il Cenobio.
• Il Cimitero degli Inglesi.
Lo sapevi?
• È l'unico cimitero siciliano tutelato come bene architettonico, dal 2002.
• Nel 1925 il re Giorgio V e la regina Mary vennero in visita al Cimitero degli Inglesi.
• Leone Savoja morì presto, e la parte più monumentale del Famedio non fu mai costruita.