Descrizione
Il Forte del Santissimo Salvatore, con la stele della Madonna della Lettera, chiude l'ingresso del porto di Messina sulla punta della penisola di San Raineri, la "falce" che abbraccia il porto. La Madonnina dorata in cima alla colonna è uno dei simboli della città.
Chi arriva a Messina in nave la incontra proprio all'imboccatura del porto. La stele è una colonna ottagonale che si assottiglia verso l'alto e, dal pelo dell'acqua fino alla corona di stelle della Vergine, arriva a circa 60 metri.
In cima, su un globo di oltre due metri e mezzo, sta la statua della Madonna in bronzo dorato, alta 7 metri. Con la destra benedice, con la sinistra regge la lettera che, secondo la tradizione, mandò ai messinesi.
Alla base, sul muro circolare del bastione, corre a lettere enormi la frase latina della lettera: VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS, "benediciamo voi e la vostra città". Di notte un impianto di luci sul capitello illumina la statua.
Il forte sotto la stele è una fortezza del Cinquecento, bassa e allungata, che segue la forma della penisola. All'estremità c'è un bastione semicilindrico, il "forte Campana", nucleo del primo progetto: su di esso poggia la stele. Il forte è una base della Marina Militare: la stele si ammira dall'esterno.
Lo vollero Carlo V e il suo viceré Ferrante Gonzaga dopo la visita dell'imperatore a Messina nel 1535, dentro un sistema di difese esteso a tutta la città. Lo progettarono gli architetti militari Pietro Antonio Tomasello e Antonio Ferramolino.
Il nome viene dall'antico monastero del Santissimo Salvatore, che sorgeva proprio qui. Per fortificare l'ingresso del porto Carlo V lo fece demolire e ricostruire nella zona dove oggi c'è il Museo Regionale. Dentro il forte resta la base della torre medievale di Sant'Anna.
La fortezza cambiò mano più volte. Gli insorti messinesi la presero durante la rivolta antispagnola del 1674; nel 1848 l'esercito borbonico la usò per bombardare la città ribelle; nel 1861 fu espugnata dai garibaldini.
La stele fu innalzata nel 1934 per volere dell'arcivescovo Angelo Paino, lo stesso che aveva fatto risorgere il Duomo dopo il terremoto del 1908. La progettò Francesco Barbaro, mentre la statua è dello scultore Tore Edmondo Calabrò.
L'inaugurazione, il 12 agosto 1934, fece notizia fino al Times di Londra. Papa Pio XI, da Castel Gandolfo, benedisse la stele e ne accese l'illuminazione a distanza, grazie a un impianto radio messo a punto da Guglielmo Marconi.
Danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu restaurata in fretta. Nel 1947 Pio XII ripeté la stessa cerimonia via radio per festeggiare la fine dei lavori.
Da non perdere
• Statua della Madonna della Lettera.
• Iscrizione VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS.
• Forte Campana.
Lo sapevi?
• Una copia in cristallo della stele fu regalata a Pio XI; il suo successore la restituì a Messina.
• La statua fu incoronata nel 1954, nell'anniversario della partenza da Messina della flotta cristiana diretta a Lepanto.
Chi arriva a Messina in nave la incontra proprio all'imboccatura del porto. La stele è una colonna ottagonale che si assottiglia verso l'alto e, dal pelo dell'acqua fino alla corona di stelle della Vergine, arriva a circa 60 metri.
In cima, su un globo di oltre due metri e mezzo, sta la statua della Madonna in bronzo dorato, alta 7 metri. Con la destra benedice, con la sinistra regge la lettera che, secondo la tradizione, mandò ai messinesi.
Alla base, sul muro circolare del bastione, corre a lettere enormi la frase latina della lettera: VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS, "benediciamo voi e la vostra città". Di notte un impianto di luci sul capitello illumina la statua.
Il forte sotto la stele è una fortezza del Cinquecento, bassa e allungata, che segue la forma della penisola. All'estremità c'è un bastione semicilindrico, il "forte Campana", nucleo del primo progetto: su di esso poggia la stele. Il forte è una base della Marina Militare: la stele si ammira dall'esterno.
Lo vollero Carlo V e il suo viceré Ferrante Gonzaga dopo la visita dell'imperatore a Messina nel 1535, dentro un sistema di difese esteso a tutta la città. Lo progettarono gli architetti militari Pietro Antonio Tomasello e Antonio Ferramolino.
Il nome viene dall'antico monastero del Santissimo Salvatore, che sorgeva proprio qui. Per fortificare l'ingresso del porto Carlo V lo fece demolire e ricostruire nella zona dove oggi c'è il Museo Regionale. Dentro il forte resta la base della torre medievale di Sant'Anna.
La fortezza cambiò mano più volte. Gli insorti messinesi la presero durante la rivolta antispagnola del 1674; nel 1848 l'esercito borbonico la usò per bombardare la città ribelle; nel 1861 fu espugnata dai garibaldini.
La stele fu innalzata nel 1934 per volere dell'arcivescovo Angelo Paino, lo stesso che aveva fatto risorgere il Duomo dopo il terremoto del 1908. La progettò Francesco Barbaro, mentre la statua è dello scultore Tore Edmondo Calabrò.
L'inaugurazione, il 12 agosto 1934, fece notizia fino al Times di Londra. Papa Pio XI, da Castel Gandolfo, benedisse la stele e ne accese l'illuminazione a distanza, grazie a un impianto radio messo a punto da Guglielmo Marconi.
Danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu restaurata in fretta. Nel 1947 Pio XII ripeté la stessa cerimonia via radio per festeggiare la fine dei lavori.
Da non perdere
• Statua della Madonna della Lettera.
• Iscrizione VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS.
• Forte Campana.
Lo sapevi?
• Una copia in cristallo della stele fu regalata a Pio XI; il suo successore la restituì a Messina.
• La statua fu incoronata nel 1954, nell'anniversario della partenza da Messina della flotta cristiana diretta a Lepanto.