Descrizione
La Basilica-Santuario di Sant'Antonio da Padova, in via Santa Cecilia, è il grande santuario antoniano della città, legato a Sant'Annibale Maria Di Francia, il prete dei poveri e degli orfani. Inaugurata nel 1926, fu la prima chiesa in muratura costruita nel cuore della città dopo il terremoto del 1908.
La facciata è in pietra di Melilli, con al centro la grande scritta dorata del versetto evangelico "Rogate ergo Dominum messis": è la prima chiesa al mondo dedicata alla preghiera per le vocazioni. Nelle nicchie ai lati dell'ingresso ci sono le statue di bronzo degli evangelisti Luca e Matteo.
L'interno a tre navate è interamente decorato di stucchi e dipinti. Sulle volte affrescate da Rosario Spagnoli si riconoscono l'Arca di Noè, Giuditta e Oloferne, la regina Ester e il profeta Elia sul carro di fuoco. Nella cripta riposa il corpo di Sant'Annibale.
Accanto alla chiesa, il museo ricostruisce in scala il quartiere Avignone, con i suoi vicoli, le botteghe e la stanza del santo. Le vetrine conservano gli attrezzi delle officine, i ricordi di Padre Annibale e due casule indossate da Giovanni Paolo II.
La basilica sorge proprio sul luogo del quartiere Avignone, un rione povero e malfamato, dove nel 1878 Annibale cominciò ad aiutare i più poveri. Dopo il terremoto Pio X gli regalò una chiesa-baracca, che un misterioso incendio distrusse nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1919.
Mentre la baracca bruciava, una donna del popolo gridò che ora Padre Francia ne avrebbe fatta una tutta d'oro. Due anni dopo fu posata la prima pietra della basilica di oggi.
Il legame con Sant'Antonio nasce dal "Pane di Sant'Antonio". Durante un'epidemia di colera una vedova promise un'offerta per il pane degli orfani se lei e i figli si fossero salvati; esaudita, mantenne la promessa, e Padre Annibale diffuse la devozione in tutto il mondo.
Il 12 e 13 giugno migliaia di pellegrini sfilano davanti alla statua del santo, e la domenica seguente un carro alto 7 metri la porta in processione per la città.
La facciata è in pietra di Melilli, con al centro la grande scritta dorata del versetto evangelico "Rogate ergo Dominum messis": è la prima chiesa al mondo dedicata alla preghiera per le vocazioni. Nelle nicchie ai lati dell'ingresso ci sono le statue di bronzo degli evangelisti Luca e Matteo.
L'interno a tre navate è interamente decorato di stucchi e dipinti. Sulle volte affrescate da Rosario Spagnoli si riconoscono l'Arca di Noè, Giuditta e Oloferne, la regina Ester e il profeta Elia sul carro di fuoco. Nella cripta riposa il corpo di Sant'Annibale.
Accanto alla chiesa, il museo ricostruisce in scala il quartiere Avignone, con i suoi vicoli, le botteghe e la stanza del santo. Le vetrine conservano gli attrezzi delle officine, i ricordi di Padre Annibale e due casule indossate da Giovanni Paolo II.
La basilica sorge proprio sul luogo del quartiere Avignone, un rione povero e malfamato, dove nel 1878 Annibale cominciò ad aiutare i più poveri. Dopo il terremoto Pio X gli regalò una chiesa-baracca, che un misterioso incendio distrusse nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1919.
Mentre la baracca bruciava, una donna del popolo gridò che ora Padre Francia ne avrebbe fatta una tutta d'oro. Due anni dopo fu posata la prima pietra della basilica di oggi.
Il legame con Sant'Antonio nasce dal "Pane di Sant'Antonio". Durante un'epidemia di colera una vedova promise un'offerta per il pane degli orfani se lei e i figli si fossero salvati; esaudita, mantenne la promessa, e Padre Annibale diffuse la devozione in tutto il mondo.
Il 12 e 13 giugno migliaia di pellegrini sfilano davanti alla statua del santo, e la domenica seguente un carro alto 7 metri la porta in processione per la città.